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	<title>Cori da &#34;La Rocca&#34;</title>
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	<description>Spesso sostando, perdendo tempo, sviandosi, attardandosi, tornando, eppure mai seguendo un&#039;altra via</description>
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		<title>Cori da &#34;La Rocca&#34;</title>
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		<title>Aggiornamento articolo: &#8220;Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 08:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Viandante</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiornamento dell&#8217;articolo: &#8220;<a title="Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore" href="http://coridalarocca.wordpress.com/2010/09/07/quella-natura-che-ci-spinge-a-desiderare-cose-grandi-e-il-cuore/" target="_blank">Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore</a>&#8220;.</p>
<p>Stavo riascoltando queste determinanti quanto bellissime parole di Stefano Alberto (alias Don Pino). Pronunciate per il XXXI° Meeting di Rimini dal titolo &#8220;Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore&#8221;, il 24 agosto 2010.<br />
Ed avendone trovato la trascrizione, ad opera del <a title="Centro Culturale di Milano" href="http://www.cmc.milano.it/" target="_blank">Centro Culturale di Milano</a>, ne ho riportato il contenuto in questo articolo.</p>
<p><strong>VIDEO</strong><br />
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://coridalarocca.wordpress.com/2011/03/08/aggiornamento-articolo-quella-natura-che-ci-spinge-a-desiderare-cose-grandi-e-il-cuore/"><img src="http://img.youtube.com/vi/JBL4bDl6ERk/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><strong>TRASCRIZIONE<br />
</strong><a title="Versione PDF della trascrione di Don Pino" href="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2011/03/quella-natura-che-ci-spinge-a-desiderare-cose-grandi-c3a8-il-cuore.pdf" target="_blank"> </a>(<a title="Versione PDF della trascrione di Don Pino" href="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2011/03/quella-natura-che-ci-spinge-a-desiderare-cose-grandi-c3a8-il-cuore.pdf" target="_blank">versione PDF</a><strong>)</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore</em><em>, di Stefano Alberto.</em></p>
<p style="text-align:justify;">«Una bellezza nuova, un nuovo dolore, un nuovo bene di cui presto ci si sazi, per meglio assaporare il vino di un male nuovo, una nuova vita, un infinito di vite nuove, ecco quello di cui ho bisogno, signori: semplicemente questo e nulla di più. Ah, come colmarlo questo abisso della vita? Che fare? Perché il desiderio è sempre lì, più forte, più folle che mai. È come un incendio marino che avventi la sua fiamma nel più profondo del nero nulla universale! È un desiderio di abbracciare le infinite possibilità!» (O. Milosz, Miguel Mañara, Milano 1998). Al grido di Miguel Mañara, che abbiamo ascoltato l’anno scorso qui al Meeting, ha fatto eco due sere fa quello del Caligola di Camus nel suo dialogo col fido Elicone: «Ma io non sono folle e non sono mai stato così ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all’improvviso un bisogno d’impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti&#8230; Ora so. Questo mondo così come è fatto non è sopportabile. Ho dunque bisogno della luna, o della felicità, o dell’immortalità, insomma di qualche cosa che sia forse insensato, ma che non sia di questo mondo». Camus stesso riprende l’apparente paradosso nell’affermazione, cara al ’68 francese: «Soyez réalistes, demandez l’impossible».<span id="more-356"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1. «Siate realisti, domandate l’impossibile»</strong><br />
Di quale realismo stiamo parlando? Non è piuttosto un’utopia, addirittura una pazzia? Ecco la risposta di Giussani, proprio nel commento al passo appena citato di Caligola: «Non è realistico che l’uomo viva senza agognare l’impossibile, senza questa apertura all’impossibile, senza nesso con l’oltre: qualsiasi confine raggiunga». In questo senso «l’impossibile» indica l’infinito e l’insoddisfazione insaziabile di Caligola esprime la tensione a questo infinito. È quanto Claudel fa dire a Pietro di Craon in Jeune fille Violaine: «L’insaziabile non può che derivare dall’inestinguibile».<br />
E commenta Giussani: «Che l’uomo sia un animale insaziabile, vuol dire che il soggetto di questa realtà che si chiama uomo è un soggetto inestinguibile. Caligola parla di luna o felicità o immortalità. L’insaziabile non può derivare che da un inestinguibile. L’insaziabilità è il segno del Destino. Ecco emergere la grande parola, da cui nessuno, pur facendo qualsiasi sforzo, qualsiasi mossa, per quanto abile possa essere, nemmeno nel sonno, si può distaccare. Un Destino di immortalità si segnala nell’umana esperienza di insaziabilità».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>2. «Misterio eterno dell’esser nostro»</strong><br />
Tale insaziabilità, l’inesauribilità dei desideri e delle domande ultime dell’uomo esaltano la contraddizione fra l’impeto delle esigenze e il limite della misura umana nella ricerca. È la drammatica consapevolezza espressa da Giacomo Leopardi in uno dei suoi Pensieri: «Il non poter essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, della terra intera; considerare l’ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell’animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l’universo infinito, e sentire che l’animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d’insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana». Il sentimento di questa sproporzione è per Leopardi il contenuto di quella che egli chiama «la sublimità del sentire».<br />
Ricordo con vivezza l’ultima volta che Giussani, il 22 maggio 1996, in occasione della uscita della raccolta dei canti più belli di Leopardi, da lui curata per la Biblioteca dello Spirito cristiano dal titolo suggestivo Cara beltà&#8230;, ebbe occasione, davanti agli studenti del Politecnico di Milano, di testimoniare le ragioni della sua amicizia con il poeta nata negli anni del Seminario. Attingerò in tre passaggi alla testimonianza di questa amicizia perché che cosa sia il cuore e dove porti lo sorprendiamo in noi, eccitati dalla testimonianza di amici così grandi. Proprio per introdurci alla sublimità del sentire leopardiano ci lesse quella che per lui era la strofa più bella della letteratura italiana, tratta dall’inno Sopra il ritratto di una bella donna scolpito nel monumento sepolcrale della medesima: «Desideri infiniti,/E visioni altere/crea nel vago pensiere [vago: è l’Ulisse dantesco che sfida il mare infinito, oltre le colonne d’Ercole] /Per natural virtù, dotto concento/Onde per mar delizioso, arcano/Erra lo spirito umano,/Quasi come a diporto/Ardito notator per l’Oceano:/Ma se un discorde accento/Fere l’orecchio, in nulla/Torna quel paradiso in un momento./Natura umana, or come,/Se frale in tutto e vile,/Se polve ed ombra sei, tant’alto senti?/Se in parte anco gentile/Come i più degni tuoi moti e pensieri/Son così di leggeri/Da sì basse ragioni e desti e spenti?».<br />
Commenta Giussani: «È un contrasto insanabile e inconcepibile: &#8220;Natura umana&#8221;, &#8220;Misterio eterno dell’esser nostro&#8221;; natura umana, se sei così banale come fai ad avere desideri di questo genere, pensieri di questo genere, così grandi? E se qualcosa di nobile c’è in te, che supera la corruzione, la corruttibilità della materia, come mai i più degni tuoi moti da sì basse cagioni – un dolore che viene al dente, un dolore all’orecchio – sono destati e spenti? La circostanza crea l’input, dà l’input per il grande sentimento, la stessa circostanza porta l’impossibilità a proseguirlo per la delusione che incute. Questa è la situazione che interessa Leopardi, che lui ha colto in se stesso».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>3. «Non avanzeremo di un passo di là da noi stessi». L’impossibilità moderna</strong><br />
«Misterio eterno dell’essere nostro». Per Giussani il vero Leopardi è qui, non nella disperata negazione finale de La ginestra, per cui viene esaltato dalla cultura contemporanea come precursore del nihlismo. Ma ha ragione chi, come Natalino Sapegno ha spregiato le domande ultime di Leopardi, definite la sua &#8220;ossessione&#8221; trattandole come «la confusa e indiscriminata velleità riflessiva degli adolescenti, la loro primitiva e sommaria filosofia (che cosa è la vita? a che giova? Qual è il fine dell’universo? e perché il dolore?), quelle domande che il filosofo vero e adulto allontana da sé come assurde e prive di autentico valore speculativo e tali che non comportano risposta alcuna né possibilità di svolgimento»? Ha ragione Natalino Sapegno? No!, ci viene di rispondere di schianto, quelle domande sono le mie, le nostre, senza di esse non c’è vera umanità, né possibilità di grandezza espressiva. È quanto sostiene con forza la grande pianista russa Marija Judina: «Sono ben consapevole dei miei peccati e delle mie debolezze, ma ho l’ardire di pensare che la grandezza dell’uomo non sia principalmente nelle sue doti, bensì nell’impulso ad osare che nasce con lui e muore solo dopo di lui, nel suo cuore che ha sete di infinito; per tacitarlo – diceva citando Dostoevskij – bisognerebbe tagliare la lingua a Cicerone, cavare gli occhi a Copernico, lapidare Shakespeare&#8230;».<br />
Eppure nel dramma di questo contrasto insanabile tra l’aspirazione ideale, la grandezza del proprio desiderio e la contraddittorietà delle realizzazioni storiche, l’uomo tende a cedere, per stanchezza e fragilità, per l’impazienza dell’attesa di una risposta compiuta o per la presunzione di essere lui stesso a darsela. Perché non riconosco la possibilità della risposta, tendo a ridurre o a svuotare di senso le domande ultime costitutive del mio umano. Dapprima è una disarticolazione tra la vita e la possibilità del suo compimento, tra la vita e il suo Destino, poi una separazione, infine una disperata negazione. La «saggezza» sta nel rimanere entro la propria misura: il non andare oltre se stessi diventa condizione necessaria per vivere. Una delle formulazioni più efficaci, e sicuramente più densa di conseguenze, è ancora quella classica del filosofo inglese David Hume che apre la sua opera fondamentale Il trattato sulla natura umana: «Fissiamo pure, per quanto è possibile, la nostra attenzione fuori di noi; spingiamo la nostra immaginazione fino al cielo o agli estremi limiti dell’Universo: non avanzeremo di un passo di là da noi stessi, né potremo concepire altra specie di esistenza che le percezioni apparse entro quel cerchio ristretto».<br />
L’uomo che si rinchiude nei propri limiti finisce, orgoglioso o disperato, a coltivare questa illusione di autonomia, questa pretesa di autosufficienza in cui nulla è più veramente atteso. È quanto scrive Pavese in una sua ben nota poesia: «Non c’è cosa più amara che l’alba di un giorno in cui nulla accadrà&#8230;La lentezza dell’ora è spietata, per chi non aspetta più nulla» (C. Pavese, Lo steddazzu, 1936). L’esito amaro è, dopo la presunzione, la disillusione, anzi come grida Nietzsche, il disprezzo della propria umanità, ragione, libertà, sete di felicità, disprezzo cme condizione per superare l’uomo, tutto ridotto a nulla. Ecco il grido di Zarathustra nel paragrafo 3 della prefazione del libro omonimo: «Quale è la massima esperienza che possiate vivere? L’ora del grande disprezzo. L’ora in cui vi prenda lo schifo anche per la vostra felicità e così pure per la vostra ragione e per la vostra virtù. L’ora in cui diciate: &#8220;Che importa la mia felicità! Essa è indigenza e feccia e un miserabile benessere. Ma la mia felicità dovrebbe giustificare persino l’esistenza!&#8221;. L’ora in cui diciate: &#8220;Che importa la mia ragione! Forse che essa anela al sapere come il leone al suo cibo? Essa è indigenza e feccia e un miserabile benessere&#8221;. L’ora in cui diciate: &#8220;Che importa la mia virtù! Finora non mi ha mai reso furioso. Come sono stanco del mio bene e del mio male! Tutto ciò è indigenza e feccia e benessere miserabile!&#8221;».<br />
Anche senza giungere al «disprezzo» di Nietzsche è chiaro che negare la possibilità che la vita sia movimento, impeto verso un compimento oltre se stessi, pone radicalmente in crisi la nozione di natura umana. La separazione tra Destino e vita, alla base del dualismo conoscitivo su cui tanto si è soffermato in questi ultimi tempi Carron (separazione tra sapere e credere) si riverbera nella crisi stessa del concetto di natura umana. Robert Spaemann ha evidenziato la &#8220;situazione di stallo&#8221; attuale a cui porta il dualismo di ermeneutica e scientismo rispetto alla questione di cos’è l’uomo. Il filosofo tedesco individua due estremi possibili, l’uno nella posizione di Sartre, l’altro in quella del biologo molecolare Dawkins. Da un lato, Sartre concepisce l’uomo come assoluta libertà priva di essenza e di essere: non c’è più natura come dato originale, essa è il prodotto, per così dire dello sguardo dell’uomo su di sé, senza possibilità di legami, anzi ribellione allo sguardo dell’altro (&#8220;l’inferno sono gli altri&#8221;). È un uomo senza natura, l’uomo è quello che si sente di essere (pensiamo alle conseguenze in termini di identità personale e sessuale, in termini di legami, di convivenza civile ecc..).<br />
All’altro estremo l’uomo è ridotto deterministicamente ai suoi antecedenti biologici e genetici e considerato solo come urgenza di conservare e diffondere i suoi geni egoisti. «Sto considerando una madre come una macchina programmata a fare qualcosa in suo potere per propagare copie dei geni che porta dentro di sé», giacché «noi siamo macchine da sopravvivenza – robot semoventi programmati ciecamente per preservare quelle molecole egoiste nate sotto il nome di geni». Da un uomo senza natura (Sartre) a un uomo che è solo natura (Dawkins) ridotto ai fattori scientificamente misurabili; gli estremi si toccano. Occorre per inciso rilevare che proprio nelle ricerche più avanzate, le cosiddette neuroscienze che studiano il rapporto tra mente e cervello si aprono spiragli interessanti nel dominio del attuale preteso assolutismo scientifico. Senza potere approfondire qui l’argomento basti accennare alle conclusioni di alcuni ricercatori che arrivano ad affermare che il cervello funziona in modo tale da generare credenze: «La domanda religiosa non è più pregiudizialmente rifiutata, semmai depotenziata: gli uomini hanno vissuto di talune credenze, ma la risposta alle domande dell’uomo, anche a quelle ultime, viene e verrà sempre più dalla scienza, evolutasi nel suo rapporto con la tecnologia in tecnoscienza&#8230; (che) ha prodotto una sorta di universalismo scientifico, per cui se una cosa ha il marchio della scienza viene considerata indiscutibile. È paradossale: in un mondo che non ammette alcun assoluto, funziona l’assoluto pratico dell’universalismo scientifico. Io non contesto la correlazione tra cervello e mente, dove la mente è la dimensione psichica in senso largo; ma mi rifiuto di considerare il rapporto tra cervello e mente nei termini di causa ed effetto. La rilevazione dei processi cerebrali non è la spiegazione totale del fenomeno mente. Qual è il fattore che impedisce questo appiattimento? La tradizione lo chiama anima. Oggi è diventata un tabù. Invece bisogna ritornare a parlarne riconoscendo che esiste una dimensione dell’uomo che non è puro cervello, né pura mente, né puro rapporto tra mente e cervello, ma un oltre, un altro, l’anima appunto, connessa in maniera strutturale al mio corpo».<br />
Infatti ciascuno di noi, senza essere scienziato, a una attenta osservazione di sé in azione, scopre due realtà diverse irriducibili l’una all’altra (corpo e anima) e che costituiscono l’unità del soggetto; «tentare di ridurre l’una all’altra sarebbe negare l’evidenza dell’esperienza che diverse le presenta».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>4. «Siccome torre in solitario campo tu stai solo gigante in mezzo a lei».</strong><br />
Il cuore irriducibile Nella confusione che ci troviamo a vivere con tante manifestazioni di quella, per dirla con Hannah Arendt «sorta di ribellione [dell’uomo] contro l’esistenza umana come [gli] è stata data, un dono gratuito proveniente da non so dove (parlando in termini profani), che [l’uomo] desidera scambiare, se possibile, con qualcosa che lui stesso abbia fatto». In questo clima, in questo travaglio nessuno di noi può sottrarsi, pena la perdita di se stesso, a quell’impegno con la propria umanità dentro il reale, a riconoscere nell’esperienza quei fattori, anzi quel fattore che è, che opera continuamente in noi come criterio originale di giudizio. Anche in questo caso volgiamoci alla scoperta di questo fenomeno. Giussani lo coglie emergere in Leopardi ne Il pensiero dominante: «Dolcissimo, possente/Dominator di mia profonda mente;/Pensier che innanzi a me sì spesso torni./Di tua natura arcana/Chi non favella?Il suo poter fra noi/Chi non sentì? Pur sempre/Chi in dir gli effetti suoi/Le umane lingue il sentir proprio sprona,/Par novo ad ascoltare ciò ch’ei ragiona [anche se di questa cosa sempre se ne parla, essa è sempre nuova]/Come solinga è fatta/La mente mia d’allora/Che tu quivi prendesti a far dimora!/Ratto d’intorno al par del lampo/Gli altri pensieri miei/Tutti si dileguar. Siccome torre/In solitario campo,/Tu stai solo gigante, in mezzo a lei».<br />
«In questo contrasto, che si dilata nel tempo», commenta Giussani, «nella evoluzione del tempo e dell’opera umana, c’è una cosa, c’è un fenomeno, il fenomeno di una cosa, che è come incorruttibile di fronte alla lotta dei contrasti, non riesce ad essere sgretolata, ne parlano tutti ed è sempre nuova. Immediatamente può prendere spunto dalla donna, la donna amata, perciò da qualche cosa che si ama, più grande del solito: tutto scompare quando uno fissa gli occhi in questa presenza». Ma «se il simbolo di tale fenomeno è la donna, il fenomeno è molto più dilatato e grande che l’occasione questo essere, che il tempo spazza via come spazza via me: questo fenomeno, possiamo dire, la sete di bellezza, la sete di verità, la sete di felicità, è il cuore&#8230; l’uomo percepisce dentro di sé una destinazione alla felicità, alla verità, alla bellezza, alla bontà alla giustizia. Tutti giudicano in base a queste cose, almeno – anche superficialmente – un po’ tutti. Ma quello che di fatto è più impressionante è che non si possono togliere: in mezzo alla ‘gran ruina’, per usare la parola dantesca, c’è questa cosa che si erge impetuosa, grandiosa: ‘Possente dominator di mia profonda mente’, ‘Ratto d’intorno intorno al par del lampo’; gli altri pensieri dell’uomo, di fronte a questo si dileguano&#8230; Quello che è interessante non è il riferimento tipicamente femminile in cui Leopardi vedeva e aspettava la risposta alla sua sete di felicità, ma è l’esistenza di questo fenomeno, il fenomeno di questo fattore, che il tempo e le vicende non riescono a definire, a ridurre sotto il loro dominio, disfacendolo&#8230; Tutti gli uomini lo vivono; se non vive questo fenomeno, l’uomo crepa d’inedia, di anoressia; nella misura in cui l’uomo non vive, non si accorge, non si alimenta di questa eccezione al naufragio universale, si annulla&#8230;».<br />
L’ha accennato Marco nell’introduzione, tutti parlano di cuore, ma per lo più riducendolo a sentimento, a un fascio di reazioni, agli stati d’animo. Capita spesso a ciascuno di noi. Si intende spesso il cuore come l’ambito dell’irrazionale soggettivo contrapposto all’ambito del razionale oggettivo, assecondando quella frattura tra sapere, razionalità scientifica, e credere, sentimento soggettivo, su cui a lungo si è soffermato Carrón in questi tempi. Voglio fare notare senza poterla e volerla qui sviluppare in modo adeguato che questa frattura dualistica è all’origine della crisi della nozione stessa di natura umana. Che viene o negata in nome di una libertà assoluta. Potremmo citare Sartre. Una libertà sciolta da ogni concreta fisicità, dai rapporti, dal riconoscimento dell’altro, dai condizionamenti storici e esistenziali. Una libertà assoluta che si autodetermina in tutto e per tutto. O invece una natura ridotta ai soli antecedenti genetici, misurabili, determinabili da una scienza che oggi si presenta, anche se con interessanti eccezioni, come l’unica depositaria di pretese certezze assolute. Che cosa resta di propriamente umano dunque?<br />
Invitandoci alla lealtà con la nostra esperienza, Giussani ci aiuta a recuperare e a vivere come nessuno ha mai fatto nella contemporaneità, nessun pensatore, nessun educatore ci aiuta a recuperare e a vivere in modo nuovo e geniale il significato della nozione, che è biblica, di cuore. Tradizionalmente nella Bibbia, &#8220;cuore&#8221; indica la sede dell’impeto originale della persona, la fonte stessa della personalità cosciente e libera. Quella di Giussani è una concezione potentemente unitaria che, salvando la centralità del soggetto come criterio del giudizio, così cara alla sensibilità moderna e contemporanea, mette in luce l’oggettività, il dato strutturale di queste esigenze ed evidenze originali. Il cuore è un dato primordiale, &#8220;esperienza elementare&#8221; che costituisce il volto dell’uomo nel suo raffronto con tutta la realtà. Il cuore è il criterio di giudizio che è dentro di noi, immanente a noi, impronta interiore ma che non decidiamo noi. Ci è dato con il nascere uomini. Io ho dentro di me il criterio per sapere che cosa veramente mi corrisponde della realtà. In che cosa consiste, dunque, questo cuore o &#8220;esperienza elementare&#8221;? Rileggiamo una delle pagine più famose de Il senso religioso: «È un complesso di esigenze e di evidenze con cui l’uomo è proiettato dentro il confronto con tutto ciò che esiste. La natura lancia l’uomo nell’universale paragone con se stesso, con gli altri, con le cose, dotandolo – come strumento di tale universale confronto – di un complesso di evidenze ed esigenze originali, talmente originali che tutto ciò che l’uomo dice o fa da esse dipende&#8230;Una madre eschimese, una madre della Terra del Fuoco, una madre giapponese danno alla luce esseri umani che tutti sono riconoscibili come tali, sia come connotazioni esteriori che come impronta interiore. Così, quando essi diranno &#8220;io&#8221; utilizzeranno questa parola per indicare una molteplicità di elementi derivanti da diverse storie, tradizioni e circostanze, ma indubbiamente quando diranno &#8220;io&#8221; useranno tale espressione anche per indicare un volto interiore, un &#8220;cuore&#8221; direbbe la Bibbia, che è uguale in ognuno di essi, benché tradotto nei modi più diversi».<br />
Qui sono poste le radici per il superamento di quell’esasperato soggettivismo, di quella affermazione di sé all’infinito (anarchia) che rappresenta anche per noi la tentazione più affascinante, «ma è tanto affascinante quanto menzognera. E la forza di tale menzogna sta appunto nel suo fascino, che induce a dimenticare che l’uomo prima non c’era e poi muore&#8230; È molto più grande e vero amare l’infinito, cioè abbracciare la realtà e l’essere, piuttosto che affermare se stessi di fronte a qualsiasi realtà&#8230; Perché in verità l’uomo afferma veramente se stesso solo accettando il reale, tanto è vero che l’uomo comincia ad affermare stesso accettando di esistere: accettando cioè una realtà che non si è data da sé».<br />
Non mi sono dato da me, sono fatto; è questa la prima evidenza che si ridesta nell’impatto con il reale. Pensiamo al bellissimo decimo capitolo de Il senso religioso. È nell’impatto con il reale che il cuore, questa complessa e pur semplice esperienza, è messo in moto, immediatamente. Il cuore emerge come «imponenza dei criteri con cui la ragione giudica se stessa (auto- coscienza)», come «i principi a cui essa si affida per essere e per esistere. In ogni singola esperienza, nella rilevazione dei criteri che giudicano l’esperienza stessa e con cui dall’esperienza si può giudicare il mondo, questa emergenza dei criteri ultimi per la ragione è immediatamente sensibile, è immediata, è automatica».<br />
Qui l’affermazione che solo a prima vista sembra sorprendente: cuore si identifica con ragione, che è coscienza della realtà nella totalità dei suoi fattori, cuore si identifica con ragione nel suo senso pieno. È intelligenza, conoscenza affettiva, è la luce dell’intelligenza che viene colpita, affecta. La ragione si attua quando è colpita, non quando si impone. «Perché chiamarlo cuore invece di ragione? Perché il cuore è il luogo dell’affectus , ma l’affectus non è antitetico a ragione, è l’aspetto ultimo della ragione, della dinamica ragionevole. Per cui il cuore è la sede di quelle evidenze e esigenze originali che proiettano l’individuo sulla realtà&#8230; cercando di registrare come essa è – rendersi conto, l’autocoscienza – secondo la totalità dei suoi fattori&#8230; La ragione coglie la realtà sostenuta dall’affettività propria di un giudizio di corrispondenza tra la realtà e il cuore, le esigenze del cuore&#8230; Poi entra in gioco la spada della libertà, che può accettare questo, (e l’accettazione è amore, afferma l’essere, dice tu), o non accettare, (questa è menzogna, perché la logica di questo non accettare è il niente)».<br />
Il contenuto dell’esperienza è la realtà, ma l’esperienza non è, come normalmente tutti ritengono, il semplice provare qualcosa. Ciò che si prova diventa esperienza quando è giudicato dai criteri del cuore: se è veramente vero, se è veramente bello, se è veramente buono, se è veramente felice.<br />
«Ogni esperienza implica l’esperienza elementare, cioè ogni esperienza è giudicata da qualcosa che c’è in essa e che si chiama esperienza elementare. è la percezione inevitabile di ciò che l’uomo in tutte le cose cerca: per la soddisfazione di sé (satisfacere): per essere completo». L’uomo è educato dall’esperienza, non da ciò che prova. Questi criteri che fanno diventare ciò che proviamo esperienza sono infallibili. Certo sono infallibili come criteri, non come giudizi, ci può essere una infallibilità applicata male, o non applicata affatto, addirittura contraddetta, come tante volte ciascuno di noi sperimenta. Ma in ogni circostanza della vita, in ogni momento la realtà fa balzare fuori i criteri del cuore, l’esigenza ultima di essere veramente se stessi. Basta un istante, una delicatissima, ultima possibilità. Vorrei ricordare a questo proposito la vicenda, riportata da tutta la stampa, di Richard Rudd., inglese di 43 anni. Richard Rudd aveva sempre detto alla famiglia che se gli fosse accaduto qualcosa non avrebbe mai voluto essere tenuto in vita da una macchina. Ma si sbagliava. Dopo essere rimasto paralizzato nell’ottobre 2009 in un incidente in moto, il 43enne inglese autista di autobus, nel momento decisivo, nell’ultimo momento utile prima che staccassero le macchine ha fatto il possibile per far capire ai medici che non voleva morire. Con un segno della pupilla, per tre volte di seguito, ha detto sì al medico che gli chiedeva se voleva vivere ancora. E così è stato. Oggi, trascorsi nove mesi da quel momento cruciale, Rudd rimane paralizzato e bisognoso di cure costanti, ma riesce a comunicare con i familiari e le figlie, Charlott di 18 anni e Bethan di 14: sorride, muove gli occhi e la testa. Basta un istante, anche in circostanze estreme, dolorose, complicate, perché il cuore sia colpito e ridestato e manifesti potentemente la sua voce. Facciamo un passo ulteriore. Abbiamo detto che la ragione, coscienza della realtà secondo la totalità dei suoi fattori, rigenera continuamente e utilizza come criterio ultimo che giudica il rapporto tra l’uomo e la realtà che sta sperimentando, principi che sono dentro di lui, il suo cuore. Domandiamoci: è proprio vero che questo è tutto? Per rispondere riprendiamo il famoso esempio della sveglia proposto da Giussani: «C’era dunque sul tavolo di casa sua una sveglia. Siccome lui era un bambino molto intraprendente e attivo, curioso, siccome il papà e la mamma erano andati via e c’era soltanto la sorella minore&#8230;.ha visto la sveglia&#8230;, si è guardato attorno, ha preso la sveglia e l’ha smontata tutta. I pezzetti che si potevano contare&#8230; contati tutti erano 353&#8230; La sveglia era fatta di 353, ma quei 353 fattori non è più capace di metterli insieme. Perché? Perché gli manca l’idea della sveglia. Era un piccolo bambino e non un orologiaio svizzero&#8230; La ragione – che è la mente del bambino – non è capace di fare la sveglia&#8230; manca un fattore&#8230; l’idea della sveglia&#8230; In tal modo la ragione implica l’affermazione dell’esistenza del mistero, intendendo per mistero un fattore presente in ogni esperienza, che non appartiene ai fattori sperimentabili, numerabili, calcolabili, dell’esperienza stessa. L’idea della sveglia è oltre il livello dei pezzi. Non è un altro pezzetto, è un’altra cosa». Senza la percezione e il riconoscimento del Mistero come fattore della realtà non c’è esperienza, di qualunque cosa si tratti. Il reale ci sollecita a ricercare qualcosa d’altro oltre quello che immediatamente ci appare, qualcosa d’altro che è il significato ultimo di ciò che appare. È la dinamica del segno. Bloccare questa dinamica alla reazione immediata, all’apparenza, come tante volte accade, sarebbe soffocare irragionevolmente l’impeto originale con cui il cuore, provocato, si protende sul reale. Ritorniamo al dialogo tra Giussani e Leopardi per cogliere come Leopardi vive questo, soprattutto nell’inno Ad Aspasia, che è stata la sua fiamma più potente: «È come se egli dicesse: come sei stata bella, com’eri bella, ma la tua bellezza non era responsabile di se stessa: la tua bellezza era come l’estrema voce dell’espressione di un cuore che stava sotto, nascosto; oppure era come l’inizio di una prospettiva di cui non si vedeva la fine, oltre te, al di là di te». Raggio divino al mio pensiero apparve,/Donna, la tua beltà. Simile effetto/Fan la bellezza e i musicali accordi,/Ch’alto mistero d’ignorati Elisi [Paradiso]/Paion sovente rivelar. Vagheggia/Il piagato mortal [l’uomo colpito da questa violenza d’amore] quindi la figlia/Della sua mente&#8230;. Commenta Giussani: «Non &#8220;è&#8221; un raggio divino; raggio divino al pensiero dell’uomo &#8220;appare&#8221; la sua bellezza. La bellezza del viso della donna è strumento di qualcosa d’altro. Quando il valore di una cosa sta, è situato in un’altra cosa, della prima cosa si dice che è un segno. &#8220;Vagheggia il piagato mortal quindi&#8221; quella che è figlia della sua mente: è la forza del suo cuore che investe quel volto che lo attrae e lo colpisce per la sua bellezza, ma lo investe creando una prospettiva, una prospettiva in esso che esso non ha&#8230; è un segno, è una realtà che è segno, che vale in quanto segno».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>5. «Di te ha detto il mio cuore: &#8220;Cercate il suo volto&#8221;; il tuo volto Signore io cerco» (Sal 27).</strong><br />
Cristo, l’impossibile corrispondenza Il cuore, di fronte alla realtà come segno, è costretto ad ammettere l’esistenza di un incomprensibile, di un inarrivabile, e per questo non smette di essere esigenza di poter conoscere quell’incognita. Hannah Arendt acutamente osserva: «Il cuore umano è la dimora, ma non la patria». Ma quanto più un uomo ha il senso del mistero, tanto più si sente piccolo di fronte all’impossibile. Piccolo di fronte all’impossibile e grande nello struggimento di poter entrare in rapporto con lui. È la grandezza di Leopardi, che si manifesta nel vertice della sua espressione poetica, nell’inno Alla sua donna. A un certo punto della sua vita Leopardi intuì, presentì che il segno celebrato nell’inno Ad Aspasia era accaduto.<br />
«Viva mirarti omai/nulla speme m’avanza;/S’allor non fosse, allor che ignudo e solo/Per novo calle a peregrina stanza/Verrà lo spirto mio&#8230;». «Dunque, per un pezzo della sua vita – osserva Giussani &#8211; Leopardi aveva creduto di poterla vedere per la strada; poi disperò di poterla vedere viva in questo mondo e aggiunse: a meno che io ti possa vedere altrove, chissà dove, ma altrove. Che cosa, vedere? Che cosa credeva di poter vedere viva per la strada? La bellezza. Non Aspasia, non una delle decine di donne di cui si è innamorato, ma la Donna, con la D maiuscola, la Bellezza con la B maiuscola&#8230;». Quando Gaetano Corti, professore di Giussani, commentò in prima Teologia la frase del Prologo del Vangelo di San Giovanni «Il Verbo si è fatto carne», il presentimento avuto da Giussani alla lettura dell’inno fu chiaro: «Il Verbo si è fatto carne vuol dire che la Bellezza si è fatta uomo, la Giustizia si è fatta uomo, la Bontà si è fatta uomo, la Verità si è fatta uomo. &#8220;Quid est veritas? Vir qui adest&#8221;. Cos’è la verità? Un uomo presente. Gesù era profetizzato dal genio di Leopardi milleottocento anni dopo la sua esistenza».<br />
Ecco l’ultima strofa dell’inno Alla sua donna , quella che abitualmente Giussani ha recitato come ringraziamento alla Comunione: «Se dell’eterne idee/L’una sei tu cui di sensibil forma/ Sdegni l’eterno senno esser vestita,/E fra caduche spoglie/Provar gli affanni di funerea vita;/O s’altra terra ne’ superni giri/Fra mondi innumerabili t’accoglie,/E più vaga del Sol prossima stella/T’irraggia, e più benigno etere spiri;/Di qua dove son gli anni infausti e brevi,/Questo d’ignoto amante inno ricevi». Commenta Giussani: «D’ignoto amante inno ricevi. Ignoto amante. L’uomo ignoto amante di questa bellezza incarnata, che se non è per le vie del mondo, sarà da qualche parte, in qualche altra stella del cielo, in qualche mondo platonico. Ignoto amante: io ignoto amante di Te; Tu, Dio fatto carne, ignoto amante di me, ignorato da me, non conosciuto da me, non ricordato da me. Letteralmente questo è il messaggio cristiano, come l’ho conosciuto io, come lo è obiettivamente. Quello che Leopardi esprime come suprema esigenza di poter vedere e vivere il rapporto con la bellezza fatta carne, è accaduto duemila anni fa: Giovanni e Andrea rappresentano i primi interlocutori squassati dallo stupore di sentire quell’uomo parlare. Il genio di Leopardi s’accosta, quindi, al genio religioso di San Giovanni».<br />
Ma l’uomo, che pure – come viene descritto dai più grandi padri della Chiesa, dai più grandi teologi, soprattutto quelli medioevali – l’uomo che pure è capax dei, desiderio naturale di vedere Dio. Mai l’uomo avrebbe potuto immaginare una risposta così al grido del suo cuore: «Di Te ha detto il mio cuore: &#8220;Cercate il suo volto&#8221;; il tuo volto, Signore, io cerco» (Sal 27). Risposta tanto impossibile a immaginarsi prima che accadesse come avvenimento storico, quanto supremamente conveniente nel suo libero e totalmente gratuito manifestarsi. Per Giovanni e Andrea, per i primi che lo seguirono «Gesù Cristo [...] si rivela come una presenza che corrisponde in modo eccezionale ai desideri più naturali del cuore e della ragione umani. Egli mostra la propria eccezionalità. Perché? Perché è l’uomo di fronte a cui il cuore umano avverte la corrispondenza per cui è naturalmente fatto, e che non prova mai, neanche di fronte alle cose più coinvolgenti e belle della sua esistenza – se non altro per un sospetto di brevità che adombra un’ultima tristezza. Nessuno è come Lui, devono riconoscere i suoi; per non crederti – dice san Pietro con la chiarezza di un impeto, secondo il suo temperamento – non dovremmo credere ai nostri occhi. Tale evidenza eccezionale non annulla, anzi esalta la libertà umana: dinanzi al &#8220;vieni e seguimi&#8221; ripetuto senza distinzioni a pescatori, mafiosi, prostitute, sapienti e politici, ognuno è chiamato a &#8220;svelare i profondi pensieri&#8221; del proprio cuore, a decidere se aderire al vero più che alla propria idea o al proprio tornaconto».<br />
Gesù Cristo non si sostituisce al dramma del cuore umano, ma lo rende veramente possibile, perché si rivela come l’unica risposta totalmente corrispondente a tutte le esigenze costitutive del cuore e, rispondendovi, le ridesta e le purifica continuamente, a una condizione che viene molto bene inquadrata all’inizio, nell’introduzione di All’origine della pretesa cristiana: «Non sarebbe possibile rendersi conto di che cosa voglia dire Gesù Cristo se prima non ci si rendesse conto della natura di quel dinamismo che rende uomo l’uomo. Cristo si pone infatti come risposta a ciò che son &#8220;i&#8221;, e solo una presa di coscienza attenta e anche tenera e appassionata di me stesso mi può spalancare e disporre a riconoscere, ad ammirare a ringraziare, a vivere Cristo. Senza questa coscienza anche quello di Cristo diviene un puro nome».<br />
Nell’incontro con Cristo l’io sperimenta una passione per il proprio destino, una tenerezza verso la propria sete di felicità impensabili da parte di chiunque, che si condensano in quella domanda che nessun uomo ha mai rivolto a un altro uomo: «Qual vantaggio avrà l’uomo se guadagnerà tutto il mondo e poi perderà se stesso? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio di sé?» (Mt 16,26; cfr. Mc 8,3ss.; Lc 9, 25s.). È nell’appartenenza a Lui che il cuore dell’uomo che cerca il suo Destino percepisce la corrispondenza ultima, altrimenti impossibile. Con tenerezza ha ripetuto in quell’ultima sera, in quell’ultima cena prima della sua morte: «Rimanete in me e io in voi&#8230; perché senza di me non potete fare nulla» (Gv 15,4.6).<br />
Realisticamente, l’uomo senza l’aiuto gratuito di Cristo, non riesce a vivere a lungo senza farsi del male, senza andare gravemente contro se stesso, quell’uomo che ha nel cuore lo stimolo dell’ideale, ma che ha anche dentro la sua realtà personale come una forza contraddittoria che cerca di trascinarlo. Di questa fragilità approfitta sempre il potere, qualsiasi potere, grande o piccolo, con il quale noi ci troviamo spesso conniventi. Nel libro che verrà presentato l’ultimo giorno qui al Meeting, il libro delle équipes degli anni 1986/1987 c’è un passaggio interessante sul potere: «Il potere fa addormentare tutti, il più possibile. Il suo grande sistema, il suo grande metodo è quello di addormentare, di anestetizzare, oppure, meglio ancora di atrofizzare. Atrofizzare che cosa? Atrofizzare il cuore dell’uomo, le esigenze dell’uomo, i desideri, imporre un’immagine di desiderio o di esigenza diversa da quell’impeto senza confine che ha il cuore. E così cresce della gente limitata, conclusa, prigioniera, già mezzo cadavere, cioè impotente». L’uomo è uno ma diviso, fugge dal suo cuore (&#8220;fugitivus cordis sui&#8221; dice Agostino) non usa, o usa male, o parzialmente (per il peccato originale) quei criteri che sono infallibili. Il cuore dell’uomo è tentato dal sogno, può atrofizzarsi, riducendo l’ampiezza infinita dei suoi desideri perché: “Le esigenze del cuore sono esigenze di felicità; senza la fede questa certezza di felicità non può essere ragionevole, ma acquista la forma, una forma che le dà il cuore stesso, prendendo pretesto da qualche presenza che non è ancora la grande Presenza (l’uomo per la donna, il bambino per la madre, i soldi per chi ama i soldi, l’esito politico per chi fa politica) e questo si chiama sogno; il cuore dell’uomo è tentato dal sogno; invece il cuore dell’uomo è fatto per la felicità. Se riconosce la grande Presenza, capisce che è dalla grande Presenza che può venire la ragione della certezza che i suoi desideri si attuino; perciò domanda con l’aiuto della grande Presenza di raggiungerli, così come essa vi ha dato forma eterna (195) [...] tutte le circostanze in cui l’uomo vive son tentazione di sogno oppure segni dell’ideale&#8230; L’uomo scopre che l’attrattiva che tutte le circostanze hanno è qualcosa di provvisorio che rimanda all’attrattiva definitiva e ultima della grande Presenza&#8230; Perciò il desiderio, che rappresenta l’essenza della speranza, è che Cristo venga, che, anche nelle circostanze provvisorie, Cristo sia più raggiunto, Cristo sia più glorificato&#8230;».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>6. «Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi» (Gv 14, 12)</strong><br />
L’ultimo punto è introdotto da un’altra frase detta in quell’ultima cena: «Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi».<br />
«Rimanete in me e io in voi» è l’esperienza possibile oggi nell’appartenenza, attraverso il Battesimo, alla compagnia della Chiesa, in cui si manifesta la contemporaneità di Cristo, l’unica in grado di consentirci di stare davanti al reale da uomini. «Essere contemporanei a Cristo è l’unica condizione perché inizi realmente la conoscenza di Lui come consistenza di tutte le cose (Col 1), come inizio di un popolo nuovo (Gal 3), come criterio con cui affrontare la totalità dell’esperienza (cattolicità), e come origine di posizione culturale, di un punto di vista che permette di vagliare tutto e trattenere ciò che vale (1Ts 5)». La compagnia cristiana è il luogo in cui l’esperienza di quella novità di vita, altrimenti impossibile altrove, inizia a manifestare nel tempo, come albore, non come giorno pieno, la realtà della promessa fatta da Cristo ai suoi, che corrisponde alla grandezza delle attese del nostro cuore: «Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi» (Gv 14,12). Non si tratta certo della promessa di un successo mondano, di necessaria grandiosità di esiti, di una raggiungibile egemonia, soprattutto in questi tempi drammatici in cui la Chiesa, ferita per i limiti e i peccati dei suoi membri, è avversata con una insistenza che rende particolarmente attuale la cruda domanda di Eliot nei Cori da La Rocca: «Perché gli uomini dovrebbero amare la Chiesa? Perché dovrebbero amare le sue Leggi? Essa ricorda loro la vita e la morte e tutto ciò che vorrebbero scordare. È gentile dove sarebbero duri e dura dove essi vorrebbero essere teneri». Qual è dunque la grandezza dell’opera per cui vale la pena vivere rischiare edificare instancabilmente, morire. Sempre Eliot: «E se il sangue dei martiri deve fluire sui gradini, dobbiamo prima costruire i gradini e se il tempio deve essere abbattuto, dobbiamo prima costruire il tempio». L’opera più grande è, in ogni tempo, in ogni cultura, in ogni frangente storico, il cambiamento, la rinascita dell’io nell’incontro con Cristo e la sua libera appartenenza a Lui, che investe, come ci ha ricordato Carrón qui a Rimini quest’anno, «il modo stesso di guardare, di percepire, di giudicare, di sentire di manipolare, di trattare la realtà (personale, sociale, culturale, politica)». Cristo stesso insiste nella sua promessa. «Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del Vangelo, che non riceva già nel presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni e nel futuro la vita eterna» (Mc 10, 29s.). I cristiani con il dono dello Spirito nel Battesimo consapevolmente vissuto in una compagnia ecclesiale viva, hanno la possibilità di cominciare a sperimentare la realtà in modo nuovo, ricco di verità, carico di amore: «Ed è proprio la realtà quotidiana a trasformarsi, è il tempo presente quello in cui si riceve &#8220;di più&#8221;, sono i normali connotati dell’esistenza umana a essere mutati: l’amore tra un uomo e una donna, l’amicizia tra gli uomini, la tensione della ricerca, il tempo dello studio, del lavoro». Sono i connotati normali dell’esistenza umana attraverso cui noi camminiamo al Destino, senza censurare e rinnegare nulla, senza lasciarci imprigionare dalla bellezza delle cose transitorie, come ricorda un Prefazio della Liturgia ambrosiana, richiamato da Giussani nell’ultimo libro appena citato: «Dio forte e buono, accordandoci i beni che passano, tu ci sospingi al possesso della felicità che permane&#8230; e, mentre concedi le consolazioni della vita presente già prometti le gioie future, perché ci sia dato fin d’ora di pregustare un’esistenza perenne e la bellezza delle cose transitorie non ci imprigioni» (Prefazio, lunedì V quaresima).<br />
Questo sguardo nuovo, sorgente di un’iniziativa generatrice di azioni e fatti di un’umanità diversa, è il contributo fondamentale del cristiano al mondo, anzi, come ha recentemente osservato Benedetto XVI (all’ultima Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici): «Il contributo dei cristiani è decisivo solo se l’intelligenza della fede diventa intelligenza della realtà, chiave di giudizio e di trasformazione».<br />
Uno sguardo che è carico di ardore e di passione per Cristo, per cui la vita, in qualunque circostanza, in qualunque azione è dominata dallo struggimento che Lui si manifesti, secondo la bellissima esortazione di san Paolo ai Corinti: «L’amore di Cristo ci strugge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché coloro che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro» (2Cor 5,14s). Ogni azione, ogni fatica, ogni sacrificio, se vissuti nella commozione per il fatto che Egli dà la vita per noi (la carità), se diventa riconoscimento che la consistenza di tutto è Lui e grido che Egli si manifesti di più (si chiama offerta), tutto partecipa coscientemente al disegno di salvezza del mondo in Cristo. Così ogni azione, anche il gesto più umile e nascosto, può avere un valore e una dignità cosmica: dal lavare i piatti al guidare la Chiesa, dal badare a un bambino, al soffrire in un letto di ospedale, dallo stare in carcere, al governare un Paese. “Il punto di forza del cristianesimo – è una frase del nostro grande amico padre Me’n, prete ortodosso, di cui ricorre il 9 settembre il ventesimo anniversario del martirio – consiste proprio nel non negare nulla, ma nell’affermazione, nell’ampiezza, nella pienezza d’orizzonte che afferma tutto».<br />
Così la grandezza dell’uomo, che rimane solo grido di totalità in Caligola, si compie come affermazione totale di amore in Miguel Mañara: «Io sono Mañara, colui che mente, quando dice, &#8220;io amo&#8221;, e perché ho detto all’Eterno che l’amavo, il mio cuore è gioioso e le mie mani sono desiderabili come pane. Io sono Mañara e Colui che amo mi dice: &#8220;Queste cose non sono state [se ha rubato, se ha ucciso, che queste cose non siano state..]. Egli solo è&#8221;». Lasciatemi concludere leggendo una lettera scritta nel 1993 da un grande amico, morto due anni orsono, Andrea Aziani, Memor Domini, a un suo compagno di avventura in Perù, in occasione di una vacanza di universitari. Essa bene testimonia la grandezza del cuore umano totalmente afferrato da Cristo e dall’amore per i fratelli e la possibilità di generazione di vita nuova che da questa affezione scaturisce:<br />
«Caro Dado, un immenso abbraccio e un affettuosissimo ricordo. Come posso non dirti che mi manchi? Forse non ci crederai, ma il fatto è che a un certo punto si scopre che siamo veramente necessari (passi la parola) gli uni per gli altri. Ma, in realtà, ciò che è necessario è la nostra compagnia o, meglio, la nostra compagnia vocazionale. Per chi? Per noi stessi, per gli amici, per i nemici, per il mondo. Sono certo che in questo ‘bagno missionario’ di questi giorni emerga, cresca, potente e lieta in te – quindi in noi tutti – la coscienza, la certezza di quello che è Cristo in noi e per noi. O quam amabilis es bone Jesu. Sentivo nel ritiro di Avvento don Giussani scalpitare nel commentare questi versetti. Buon lavoro per questa ultima tappa. Che l’unità tra voi e fra tutti voi e il movimento sia il leitmotiv, il soggetto capace di rendere possibile e percepibile l’Avvenimento. Che qualcuno si innamori di ciò che ha innamorato noi! Ma per questo, perché sia così, noi dobbiamo bruciare, letteralmente ardere di passione per l’uomo, perché Cristo lo raggiunga. Il fuoco ha da ardere, ti ricordi Santa Caterina? Grazie per la tua splendida, umile e generosa presenza e amicizia fraterna».<br />
Auguro a tutti voi e a me questo ardore, domandiamolo ogni giorno</p>
<p>Fonte:</p>
<p>Dettagli evento: <a title="Meeting di Rimini" href="http://www.meetingrimini.org/default.asp?id=673&amp;item=4984" target="_blank">Meeting di Rimini</a>.<br />
Trascrizione della lezione di Don Pino: <a title="Centro Culturale di Milano, trascrizione lezione Don Pino" href="http://www.cmc.milano.it/Archivio/2010/Articoli/don%20pino.pdf" target="_blank">Centro Culturale di Milano</a>.</p>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 15:31:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; la fine. La fine di mio padre, morente sul suo letto. &#8220;che i miei figli abbiano paura di me come io en ho avuta di mio pade!&#8221;, diceva. Mi spronava, a suon di grida contro di me, contro le mie limitazioni fisiche, un combattenete contro i miei limiti, così mi voleva. E&#8217; la fine. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=342&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2011/01/il-discorso-del-re.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-343" title="il-discorso-del-re" src="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2011/01/il-discorso-del-re.jpg?w=300&#038;h=170" alt="Il discorso del re" width="300" height="170" /></a></p>
<p>E&#8217; la fine. La fine di mio padre, morente sul suo letto. &#8220;che i miei figli abbiano paura di me come io en ho avuta di mio pade!&#8221;, diceva. Mi spronava, a suon di grida contro di me, contro le mie limitazioni fisiche, un combattenete contro i miei limiti, così mi voleva.</p>
<p>E&#8217; la fine. La fine di mio fratello. Aveva tutto. Tutto quello che un inglese possa desiderare, Capo della Chiesa d&#8217;Inghilterra, Imperatore, reggente per volere di Dio. Un desiderato uomo per le donne. Ha scelto la propria inclinazione: amava una donna, &#8230;be&#8217; ha molato tutto e l&#8217;ha seguita. Ha mollato l&#8217;impero, il regno, ha mollato me be-be-be-be-rtyyy. Mi chiamava così be-be-be&#8230; Ho provato a faro ragionare &#8220;ah! ecco cos&#8217;è&#8221; mi rispose &#8220;il fratello che desidera il trono d&#8217;Inghilterra!&#8221; A causa dei miei limiti non son riuscito a proferir parola. Bloccato dentro me stesso.</p>
<p>E&#8217; la fine. Adesso sta a me i popoli dell&#8217;impero mi guardano cercano uno da seguire, dal quale si possa esser assicurarti che combatterà per loro, per la loro vita, contro il nemico Nazista.</p>
<p>C&#8217;è bisogno che si segua, che si cambi, che si vincano i nostri limiti, per salvare la vita, per esser uomini-uomini.</p>
<p>Mi tocca seguire uno che è antipatico, scontroso, pieno di sé. Perché seguirlo? Perchè da lui, ne sono certo, dipende la riuscita. Di pi di quanto mi potrei apsettare se non lo seguissi.</p>
<p>Ne vale della riuscita della mia vita.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/coridalarocca.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/coridalarocca.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/coridalarocca.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/coridalarocca.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/coridalarocca.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/coridalarocca.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/coridalarocca.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/coridalarocca.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/coridalarocca.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/coridalarocca.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/coridalarocca.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/coridalarocca.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/coridalarocca.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/coridalarocca.wordpress.com/342/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=342&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Con ordine</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 11:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Viandante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[caos]]></category>
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		<category><![CDATA[seguire]]></category>

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		<description><![CDATA[A messa inizia il canto. Tutti cantano: anziana signora a destra canta, giovane scapestrato penitente canta sulla sinistra, innanzi a me canta il prete, dietro al prete vi è un&#8217;altra anziana signora che canta. Tutti con devozione. Taluni più intonati talaltri meno. Tutti tengono il ritmo, il proprio. E&#8217; qui che sta il problema: si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=318&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2010/12/sympspan.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-319" title="Direttore d'orchestra" src="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2010/12/sympspan.jpg?w=300&#038;h=140" alt="Direttore d'orchestra" width="300" height="140" /></a></p>
<p>A messa inizia il canto. Tutti cantano: anziana signora a destra canta, giovane scapestrato penitente canta sulla sinistra, innanzi a me canta il prete, dietro al prete vi è un&#8217;altra anziana signora che canta.</p>
<p>Tutti con devozione. Taluni più intonati talaltri meno. Tutti tengono il ritmo, il proprio.</p>
<p>E&#8217; qui che sta il problema: si è intonati, si ha un ritmo costante che si segue. Ma se non c&#8217;è chi tiene l ritmo, colui che da il ritmo a tutti, chi segna l&#8217;incedere, per tutti uguale. Allora ognuno seguirà il proprio.</p>
<p>Insomma, se non c&#8217;è nessuno da seguire sarà un gran cozzare di note. E ciò che è iniziato come ringraziamento al Mistero, diviene confusione e caos se non v&#8217;è qualcuno da seguire.</p>
<p>Anche nel canto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/coridalarocca.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/coridalarocca.wordpress.com/318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/coridalarocca.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/coridalarocca.wordpress.com/318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/coridalarocca.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/coridalarocca.wordpress.com/318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/coridalarocca.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/coridalarocca.wordpress.com/318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/coridalarocca.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/coridalarocca.wordpress.com/318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/coridalarocca.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/coridalarocca.wordpress.com/318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/coridalarocca.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/coridalarocca.wordpress.com/318/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=318&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">il Vandante</media:title>
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			<media:title type="html">Direttore d'orchestra</media:title>
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		<title>L&#8217;incontro. Il vangelo d&#8217;oggi. Il vangelo oggi.</title>
		<link>http://coridalarocca.wordpress.com/2011/01/04/lincontro-il-vangelo-doggi-il-vangelo-oggi/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 10:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Viandante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi di coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[familiarità]]></category>
		<category><![CDATA[Giussani]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi]]></category>
		<category><![CDATA[metodo]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Il metodo Cristiano è l&#8217;incontro: il Mistero fatto carne, ho incontrato il Mistero. Così come lo si può dire di un incontro fra persone, l&#8217;eccezionalità di un incontro, di quell&#8217;Incontro. La commozione dell&#8217;ultimo, personale, incontro. Il cristianesimo è la più eccezionale rete di familiarità con il Mistero qui ora presente, grazie a 2011 anni d&#8217;incontri. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=325&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://coridalarocca.wordpress.com/2011/01/04/lincontro-il-vangelo-doggi-il-vangelo-oggi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/obSrowDpBCo/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Il metodo Cristiano è l&#8217;incontro: il Mistero fatto carne, ho incontrato il Mistero. Così come lo si può dire di un incontro fra persone, l&#8217;eccezionalità di un incontro, di quell&#8217;Incontro.</p>
<p>La commozione dell&#8217;ultimo, personale, incontro.</p>
<p>Il cristianesimo è la più eccezionale rete di familiarità con il Mistero qui ora presente, grazie a 2011 anni d&#8217;incontri.</p>
<p>g. D. v. h.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/coridalarocca.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/coridalarocca.wordpress.com/325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/coridalarocca.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/coridalarocca.wordpress.com/325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/coridalarocca.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/coridalarocca.wordpress.com/325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/coridalarocca.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/coridalarocca.wordpress.com/325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/coridalarocca.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/coridalarocca.wordpress.com/325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/coridalarocca.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/coridalarocca.wordpress.com/325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/coridalarocca.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/coridalarocca.wordpress.com/325/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=325&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">il Vandante</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Padre Aldo Trento: Te Deum</title>
		<link>http://coridalarocca.wordpress.com/2010/12/31/padre-aldo-trento-te-deum/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 05:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Viandante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimoniare]]></category>
		<category><![CDATA[Critso]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[Padre Aldo Trento]]></category>
		<category><![CDATA[San Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[Te Deum]]></category>
		<category><![CDATA[teologia della liberazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota per la lettura: le parti in grassetto sono mie, al fine di una maggiore fruibilità nella lettura. TE DEUM “Canterò  eternamente la Tua misericordia, oh Signore”. Guardando quest’anno che mi è stato donato, come tutti i 64 anni che appartengono già alla mia storia, una storia piena di miserie, di fragilità e di grazia, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=290&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nota per la lettura: le parti in grassetto sono mie, al fine di una maggiore fruibilità nella lettura.</p>
<blockquote><p><span style="font-family:Calibri,Verdana,Helvetica,Arial;"><strong>TE DEUM<br />
</strong>“<em>Canterò  eternamente la Tua misericordia, oh Signore</em>”.<br />
Guardando quest’anno che mi è stato donato, come tutti i 64 anni che  appartengono già alla mia storia, una storia piena di miserie, di  fragilità e di grazia, queste parole del salmista escono, quasi come un  singhiozzo di allegria, dal mio cuore.<br />
Quando mi ordinarono sacerdote, guardando la mia debolezza, la mia  disubbidienza, la mia incapacità intellettuale, misi nel santino,  ricordo, la frase di San Francesco di Assisi: &#8220;<em>Accettami come sono  e fammi come vuoi.&#8221;<br />
</em>Quando compii i 25 anni di sacerdozio quasi 15 anni fa, lasciai agli amici come ricordo: &#8220;<em>Canterò eternamente la Tua misericordia, Signore&#8221;</em><br />
Che cosa c’è di più commovente, di più umano, alla fine di ogni anno,  come di ogni giorno, riconoscere che la misericordia del Signore non  solo è eterna, ma forma la ragione stessa del mio essere, del mio  esistere! Che cosa ci può essere di più bello alla fine di questo anno,  pieno di fragilità, di miserie, che il poter riconoscere come San Paolo &#8220;<em>Dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia!&#8221;</em> Che grazia, Dio mio, riconoscere che sono peccatore, riconoscere che ti  facesti, Dio mio, uomo grazie ai miei peccati; riconoscere che se io  fossi stato un essere coerente, perfetto, onesto, buono, carico di  valori, Tu, oh Dio mio, non ti saresti fatto carne per me e per i miei  fratelli peccatori!<br />
Che stupore, Signore, vederti scendere dal cielo e prendere la mia  carne, il mio sangue, i miei peccati, per mostrarmi quanto io sia  peccatore ai tuoi occhi, quanto grande è la Tua stima per me, perché io  sono Tuo, come ci ricorda il profeta Isaia! Che dolore Oh Gesù, mi  provocano quegli uomini che per eliminarti della propria storia, <strong>si  affannano a costruire sistemi perfetti per annullare la Tua presenza nel  mondo dei peccatori</strong>!<br />
Che angoscia, oh Gesù, provo giorno dopo giorno, quando i miei fratelli,  perfino sacerdoti come me, <strong>preoccupati di proporre una morale</strong>,  un&#8217;etica, un compromesso sociale, <strong>convinti che questo è il  cristianesimo, dimenticano che il cristianesimo sei Tu, oh Gesù,  presente oggi tra e con noi</strong>!<br />
<strong>Perché, oh Gesù, abbiamo vergogna di Te, la Chiesa ha vergogna di Te?</strong> Perché, oh Gesù, non prendiamo sul serio le reiterate parole del Santo  Padre che invitano alla conversione, conversione che significa dire “Tu  oh Cristo mio”?<br />
Perché, come abbiamo ascoltato in questi giorni dalla bocca di chi  &#8220;governa&#8221; questo paese, non riconosciamo che non stiamo ormai  nell&#8217;Antico Testamento aspettando il Messia, il mondo nuovo, ma che il  mondo nuovo è un fatto, un Presente? Perché non riconoscere la Tua  Presenza che agisce oggi nella Chiesa, <em>casta meretrice</em>, nei tratti di migliaia e migliaia di persone che sono il segno vivo della Tua Presenza?<br />
<strong>La cristianità non è qualcosa che comincia ora, come ideologicamente  afferma una certa teologia della liberazione nel nostro paese perché  finalmente ha raggiunto il potere, ma da 2000 anni è un Fatto Presente.</strong><br />
<strong> Il bambino non deve nascere, è nato, nasce ogni momento nella santità di  chi ti riconosce, oh Cristo, come la ragione ultima della vita, il fine  ultimo dell&#8217;esistenza.</strong><br />
<strong> Per questo motivo in questo fine d’anno il mio cuore e quello di molti  amici, gli amici di Gesù, come definisce il Papa i cristiani, vogliamo  ringraziarti perché a causa dei nostri peccati ti sei fatto carne per me  e per ogni uomo.</strong><br />
<strong>Oh Gesù, ti prego affinché finisca in me ed in tutti lo scandalo per le  nostre miserie, finisca in noi la mania dei valori, l&#8217;orgoglio di  essere i primi della classe e di essere i protagonisti, senza Te,  dell&#8217;utopia di un mondo migliore.</strong><br />
<strong> Oh Gesù, ti prego affinché la Tua grazia mi illumini</strong>, ci illumini per  prendere coscienza che l&#8217;ideale per il quale vivere non è la coerenza ma  l&#8217;appartenenza a Te, come un bambino appartiene ai suoi genitori e in  questo modo cresce felice.<br />
Questo anno è stato grande perché grande è stata l&#8217;esperienza della Tua  infinita misericordia che nella confessione settimanale o più volte  nella settimana, diventò palpabile, visibile, riempiendomi di gioia.<br />
<strong>Signore &#8220;<em>Io non sono degno che Tu entri nella mia casa, ma basta una tua parola e la mia anima sarà guarita.&#8221;</em></strong><br />
<strong> Per questo motivo le parole che più mi hanno commosso durante quest’anno  sono state quelle del sacerdote che spesso tracciando su me il segno  della croce mi diceva: &#8220;<em>Io ti assolvo dai tuoi peccati, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.&#8221; </em>“<em>Te Deum laudámus: te Dóminum confitémur… In te, Dómine, sperávi: non confúndar in ætérnum”. </em></strong></span></p></blockquote>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Calibri,Verdana,Helvetica,Arial;"> Padre Aldo Trento </span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/coridalarocca.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/coridalarocca.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/coridalarocca.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/coridalarocca.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/coridalarocca.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/coridalarocca.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/coridalarocca.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/coridalarocca.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/coridalarocca.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/coridalarocca.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/coridalarocca.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/coridalarocca.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/coridalarocca.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/coridalarocca.wordpress.com/290/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=290&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;integralista Odifreddi</title>
		<link>http://coridalarocca.wordpress.com/2010/12/27/lintegralista-odifreddi/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 05:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Viandante</dc:creator>
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		<category><![CDATA[matematica]]></category>
		<category><![CDATA[Piergiorgio Odifreddi]]></category>

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		<description><![CDATA[Stavolta mi tocca fare i complimenti ad un altro articolo: Odifreddi -parte 1. Articolo nel quale si mostra come il logico matematico commetta errori grossolani nell&#8217;utilizzo della logica, di come Odifreddi sia rimasto accecato dalle sue stesse affermazioni sino ad arrivare ad essere un «integralista religioso, integralisti che lui stesso critica». Dissertazioni affato partigiane, lineari [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=277&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2010/12/odifreddi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-278" title="Piergiorgio Odifreddi" src="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2010/12/odifreddi.jpg?w=247&#038;h=219" alt="Piergiorgio Odifreddi" width="247" height="219" /></a></p>
<p>Stavolta mi tocca fare i complimenti ad un altro articolo: <a title="Odifreddi - parte 1" href="http://www.npensieri.it/index.php/odifreddi/odifreddi-parte-1/" target="_blank">Odifreddi -parte 1</a>. Articolo nel quale si mostra come il logico matematico commetta errori grossolani nell&#8217;utilizzo della logica, di come Odifreddi sia rimasto accecato dalle sue stesse affermazioni sino ad arrivare ad essere un «integralista religioso, integralisti che lui stesso critica».</p>
<p>Dissertazioni affato partigiane, lineari semplici nei loro passaggi fino ad essere un pizzico commoventi.</p>
<p>Vi lascio alla piacevole lettura di <a title="Odifreddi - parte 1" href="http://www.npensieri.it/index.php/odifreddi/odifreddi-parte-1/" target="_blank">Odifreddi -parte 1</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/coridalarocca.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/coridalarocca.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/coridalarocca.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/coridalarocca.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/coridalarocca.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/coridalarocca.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/coridalarocca.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/coridalarocca.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/coridalarocca.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/coridalarocca.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/coridalarocca.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/coridalarocca.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/coridalarocca.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/coridalarocca.wordpress.com/277/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=277&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>A morte i buoni sentimenti</title>
		<link>http://coridalarocca.wordpress.com/2010/12/26/a-morte-i-buoni-sentimenti/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 06:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Viandante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi di coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[Cogne]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[presepe]]></category>

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		<description><![CDATA[Una persona si allontana dalla propria casa, con moglie incinta, per potere andare ad espletare la burocrazia del censimento. Nel frattempo nasce un bambino. La domanda è la seguente perché lo ricordiamo dopo 2010 anni? che portata può avere un fatto così irrilevante sulla nostra vita? E poi lo ricordiamo con Babbo Natale, i regali, un albero con fili elettrici [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=262&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2010/12/santa-plane.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-272" title="Babbo Natale morto" src="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2010/12/santa-plane.jpg?w=300&#038;h=225" alt="Babbo Natale morto" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Una persona si allontana dalla propria casa, con moglie incinta, per potere andare ad espletare la burocrazia del censimento. Nel frattempo nasce un bambino.</p>
<p>La domanda è la seguente perché lo ricordiamo dopo 2010 anni? che portata può avere un fatto così irrilevante sulla nostra vita?</p>
<p>E poi lo ricordiamo con Babbo Natale, i regali, un albero con fili elettrici sopra&#8230; addirittura si arriva a ricrearne in piccolo l&#8217;avvenimento ogni anno &#8216;sto presepe manco fosse il plastico di Cogne da Vespa!</p>
<p>A Natale bisogna essere tutti più buoni. &#8230;perchè? chi lo ha mai detto? datemi le ragioni di un tale moralismo!</p>
<p>Se mi date delle ragioni io accetto.</p>
<p>&#8230;inoltre&#8230;</p>
<p>Visto che il sottoscritto è certo che 2010 anni fa Dio ha deciso carnalmente di unirsi &#8220;alla&#8221; storia e &#8220;nella&#8221; storia, più ne faccio memoria e più il sottoscritto schifa tutti coloro che gli ricordano che è Natale e che bisogna essere moralmente buoni e sentimentalmente positivi e carini.</p>
<p>La mia risposta a questi bigotti, moralisti, superficiali (bigotti nella ideologizzazione del giudizio, moralisti nell&#8217;attuare mediante l&#8217;uso del proprio comportamento il criterio di giudizio, superficiali nel vivere il fatto cristiano come qualcosa di già saputo) è la seguente: a morte i buoni sentimenti!</p>
<p>P.S.: tra l&#8217;altro il fatto del quale son certo che sia accaduto è avvenuto <a title="Basilica della Natività" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Church+of+Nativity,+Israele&amp;sll=31.703041,35.209293&amp;sspn=0.004646,0.009645&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Church+of+Nativity,+Israele&amp;ll=31.707797,35.211611&amp;spn=0.037167,0.077162&amp;z=14&amp;iwloc=A">qui</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/coridalarocca.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/coridalarocca.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/coridalarocca.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/coridalarocca.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/coridalarocca.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/coridalarocca.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/coridalarocca.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/coridalarocca.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/coridalarocca.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/coridalarocca.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/coridalarocca.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/coridalarocca.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/coridalarocca.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/coridalarocca.wordpress.com/262/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=262&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">il Vandante</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://coridalarocca.files.wordpress.com/2010/12/santa-plane.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Babbo Natale morto</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il punto di fuga c&#8217;è: lo dice la ragione</title>
		<link>http://coridalarocca.wordpress.com/2010/12/26/il-punto-di-fuga-ce-lo-dice-la-ragione/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 05:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Viandante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflettendo]]></category>
		<category><![CDATA[desiderare]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Buzzati]]></category>
		<category><![CDATA[Piergiorgio Odifreddi]]></category>
		<category><![CDATA[punto di fuga]]></category>
		<category><![CDATA[ragione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna e fa cenno indicando l&#8217;orizzonte con sorrisi d&#8217;intesa; così il cuore incomincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=266&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna e fa cenno indicando l&#8217;orizzonte con sorrisi d&#8217;intesa; così il cuore incomincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo.</p></blockquote>
<p style="text-align:right;"><a class="zem_slink" title="Dino Buzzati" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dino_Buzzati">Dino Buzzati</a>, &#8220;Il deserto dei Tartari&#8221;</p>
<p>Desiderare cose grandi è semplice quanto lo è il battito del cuore, resta da vedere come ci arriveremo e il giorno che, finalmente, avremo scoperto la risposta, saremo talmente semplici di accorgercene, saremo leali con il nostro giudizio da seguirla?</p>
<p>Oppure potremmo (continuare) a crearci la nostra religione, prendere dati della realtà e posizionarli sul trono spettante il Mistero e rendergli devoti ringraziamenti. Insomma: fregarsene del Mistero e scegliere quel dato della realtà che ci è più congeniale.</p>
<blockquote><p>Se la logica e la matematica prendessero il posto della  religione e dell&#8217;astrologia nelle scuole e in televisione, il mondo  diventerebbe gradualmente un luogo più sensato, e la vita più degna di  essere vissuta. Che ciascuno di noi porti dunque il suo contributo,  grande o piccolo, affinché questo succeda, per la maggior gloria dello  spirito umano.</p></blockquote>
<p style="text-align:right;"><a class="zem_slink" title="Piergiorgio Odifreddi" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Piergiorgio_Odifreddi">Piergiorgio Odifreddi</a>, &#8220;Il matematico impertinente&#8221;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/coridalarocca.wordpress.com/266/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/coridalarocca.wordpress.com/266/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/coridalarocca.wordpress.com/266/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/coridalarocca.wordpress.com/266/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/coridalarocca.wordpress.com/266/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/coridalarocca.wordpress.com/266/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/coridalarocca.wordpress.com/266/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/coridalarocca.wordpress.com/266/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/coridalarocca.wordpress.com/266/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/coridalarocca.wordpress.com/266/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/coridalarocca.wordpress.com/266/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/coridalarocca.wordpress.com/266/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/coridalarocca.wordpress.com/266/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/coridalarocca.wordpress.com/266/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=266&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">il Vandante</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Sant&#8217;Agostino, film tv RAI</title>
		<link>http://coridalarocca.wordpress.com/2010/11/03/santagostino-film-tv-rai/</link>
		<comments>http://coridalarocca.wordpress.com/2010/11/03/santagostino-film-tv-rai/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 19:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Viandante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Agostino]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Preziosi]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[santo]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima e seconda parte di Sant&#8217;Agostino, film tv trasmesso dalla RAI. Con un grande Alessandro Preziosi nel ruolo di Agostino. Prima parte Seconda parte<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=258&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima e seconda parte di Sant&#8217;Agostino, film tv trasmesso dalla RAI. Con un grande Alessandro Preziosi nel ruolo di Agostino.</p>
<ol>
<li><a title="Prima parte" href="http://www.megavideo.com/?d=ESR572JH" target="_blank"><strong>Prima parte</strong></a><a title="Seconda parte" href="http://www.megavideo.com/?d=LCMM2EBS" target="_blank"><strong></strong></a></li>
<li><a title="Seconda parte" href="http://www.megavideo.com/?d=LCMM2EBS" target="_blank"><strong>Seconda parte</strong></a></li>
</ol>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/coridalarocca.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/coridalarocca.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/coridalarocca.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/coridalarocca.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/coridalarocca.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/coridalarocca.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/coridalarocca.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/coridalarocca.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/coridalarocca.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/coridalarocca.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/coridalarocca.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/coridalarocca.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/coridalarocca.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/coridalarocca.wordpress.com/258/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=258&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">il Vandante</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Alanis Morissette: &#8220;Incomplete&#8221;</title>
		<link>http://coridalarocca.wordpress.com/2010/09/14/alanis-morissette-incomplete/</link>
		<comments>http://coridalarocca.wordpress.com/2010/09/14/alanis-morissette-incomplete/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 04:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Viandante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Alanis Morissette]]></category>
		<category><![CDATA[Incomplete]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>
		<category><![CDATA[tradotto]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Testo tradotto: Incompleta Un giorno troverò sollievo sarò realizzata e sarò amica di amici che sanno essere amici Un giorno avrò pace sarò illuminata e sposata con figli, forse adotterò Un giorno guarirò raccoglierò le mie ferite, decreterò la fine di questa tragica commedia Per tutta la vita ho corso affannata impaziente di raggiungere un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=coridalarocca.wordpress.com&amp;blog=13644134&amp;post=228&amp;subd=coridalarocca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://coridalarocca.wordpress.com/2010/09/14/alanis-morissette-incomplete/"><img src="http://img.youtube.com/vi/AMshi2aS3-o/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p><strong>Testo tradotto</strong>: <em>Incompleta</em></p>
<p>Un giorno troverò sollievo<br />
sarò realizzata<br />
e sarò amica di amici che sanno essere amici</p>
<p>Un giorno avrò pace<br />
sarò illuminata<br />
e sposata con figli, forse adotterò</p>
<p>Un giorno guarirò<br />
raccoglierò le mie ferite, decreterò la fine di questa tragica commedia</p>
<p>Per tutta la vita ho corso affannata<br />
impaziente di raggiungere un traguardo<br />
e per tutto questo tempo mi sono persa l’estasi<br />
di essere eternamente incompleta</p>
<p>Un giorno i miei pensieri si acquieteranno<br />
conoscerò Dio<br />
e sarò una cosa sola con Lui, dall’alba al tramonto e anche di notte<span id="more-228"></span></p>
<p>Un giorno sarò sicura<br />
come le donne che vedo al loro trentesimo anniversario</p>
<p>In continua rivelazione<br />
in continua apertura<br />
sempre avventurosa e tormentata<br />
ma mai arrivata</p>
<p>Un giorno parlerò liberamente<br />
avrò meno paura e sarò meno misurata<br />
anche al di fuori delle mie poesie, delle mie canzoni e della mia arte</p>
<p>Un giorno avrò fede<br />
sarò ottimista, aperta, autentica, consapevole ed equilibrata</p>
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