Lettera ad Agostino

Caro Agostino,

nel vedere la fiction a te dedicata ho tremato. Ho sentito un brivido caldo, che fluiva da me al mio corpo. Tremando ho visto il racconto, talvolta romanzato, della della tua vita. Un percorrere la strada del Signore nostro Dio implicitamente all’inizio, esplicitamente in seguito, ne tempo, come un fiore che apre i suoi petali all’accorgersi dei raggi del sole.

Tu? proprio tu? tu dicesti che “t’ardi t’ho amato“: caro Agostino sapessi quanto io sia indietro e assai tardamente ho incominciato ad amare l’Amore!

Caro Agostino, dietro l’anonimato ti chiedo di pregare per me peccatore e dimentico, facilone e superficiale, desideroso di poter u giorno abbeverarmi della fonte Infinita che tu ti abbeveri.

Ti voglio bene Agostino.

Tuo devoto,

Cori da “La Rocca”

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