“Il padrone del mondo” di Robert Hugh Benson


La guerra è dichiarata: l’umanitarismo contro il cattolicesimo.

Umanitarismo: tutti i doni di bontà, fratellanza, uguaglianza, senza Dio.

Dall’altra parte i cattolici di Roma, gli unici a credere ancora nel Dio-uomo Cristo Gesù.

Con il passare del tempo, le differenze si fanno sempre più labili fino ad arrivare all’unica vera differenza: Gesù si o no.

“L’infinito” di Giacomo Leopardi


Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

L’infinito, Giacomo Leopardi

“Ohne dich” dei Rammstein


I Rammstein… hanno fatto canzoni i cui video sono vietati ai minori, violente, dissacratori, blasfemi… eppure, eppure basta che il cuore dell’uomo emerga e scrivono un capolavoro di malinconia, quella malinconia che prende quando sei solo in rapporto col Mistero, un capolavoro di malinconia e di domande d’infinito.

Testo tradotto

Andrò tra gli abeti
Là dove l’ho vista per l’ultima volta
Ma la sera getta un velo sulla terra
e sui sentieri dietro il ciglio del bosco
E il bosco è così nero e vuoto
Ahimé, ahimé
E gli uccelli non cantano più

Continua a leggere ““Ohne dich” dei Rammstein”

Gmork


A volte i morsi di Gmork si sentono, eccome se si sentono!

A me capita sempre più spesso di giudicare che, il tempo senza senso, sia una delle caratteristiche della nostra società e dunque inerenti alla nostra cultura.

I posteri si volteranno addietro e, se ci va bene, rideranno di noi. Frasi come “guarda che stupidi son state quelle persone” verranno pronunciate.

Oppure ci sarà la fine del mondo. Nessuno che spera più, è già l’inferno sulla terra.

“Il caso Collini” di Marco Kreuzpaintner


Narra la storia contorta dell’omicida Fabrizio Collini e del suo avvocato difensore Caspar Leinen.

L’omicidio è lineare e chiaro. Ma allora perché non confessa? Troppi perché non risolti sono la trama di questo thriller tedesco basato sull’omonimo romanzo.

Alla fine della storia del film la domanda non è più chi sia il colpevole, la domanda diviene chi sia l’innocente? poiché “i morti non cercano vendetta ma solo giustizia“.

Piccola perla del cinema contemporaneo tedesco ci insegna che per giudicare è necessario tenere a bada tutti i fattori e non solo quelli che sono visibilmente affini al punto di veduta personale.