Ci vorrebbe orecchio


Una canzone violenta che inneggia all’odio può esser scambiata per un inno alla felicità?

Contessa di Pietrangeli:

Compagni, dai campi e dalle officine/ prendete la falce, portate il martello,/ scendete giù in piazza, picchiate con quello,/ scendete giù in piazza, affossate il sistema.

Basta non ascoltare ma esser chiusi, in se stessi e un canto d’odio e di morte è scambiabile per un canto di effimera tranquillità.

Eppur si che è chiaro.

Voi gente per bene che pace cercate,/ la pace per far quello che voi volete,/ ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,/ vogliamo vedervi finir sotto terra

Far notare ad un sordo che questa canzone inneggia all’odio e alla morte di coloro che non la pensano (ah! il pensiero, questo strano strumento a doppio taglio…! ma ne parlerò più in la…) come lui, far notare che questa canzone vuole la morte di persone e dunque anche delle idee (che senso hanno le idee se le persone muoiono!? muoiono anche le idee!!): impresa impossibile!

P.S. se volete ascolatare una canzone vera: Contessa di Ruggeri (scritte ai tempi dei “Decibel”).

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