Con ordine


Direttore d'orchestra

A messa inizia il canto. Tutti cantano: anziana signora a destra canta, giovane scapestrato penitente canta sulla sinistra, innanzi a me canta il prete, dietro al prete vi è un’altra anziana signora che canta.

Tutti con devozione. Taluni più intonati talaltri meno. Tutti tengono il ritmo, il proprio.

E’ qui che sta il problema: si è intonati, si ha un ritmo costante che si segue. Ma se non c’è chi tiene l ritmo, colui che da il ritmo a tutti, chi segna l’incedere, per tutti uguale. Allora ognuno seguirà il proprio.

Insomma, se non c’è nessuno da seguire sarà un gran cozzare di note. E ciò che è iniziato come ringraziamento al Mistero, diviene confusione e caos se non v’è qualcuno da seguire.

Anche nel canto.

L’incontro. Il vangelo d’oggi. Il vangelo oggi.


Il metodo Cristiano è l’incontro: il Mistero fatto carne, ho incontrato il Mistero. Così come lo si può dire di un incontro fra persone, l’eccezionalità di un incontro, di quell’Incontro.

La commozione dell’ultimo, personale, incontro.

Il cristianesimo è la più eccezionale rete di familiarità con il Mistero qui ora presente, grazie a 2011 anni d’incontri.

g. D. v. h.

A morte i buoni sentimenti


Babbo Natale morto

Una persona si allontana dalla propria casa, con moglie incinta, per potere andare ad espletare la burocrazia del censimento. Nel frattempo nasce un bambino.

La domanda è la seguente perché lo ricordiamo dopo 2010 anni? che portata può avere un fatto così irrilevante sulla nostra vita?

E poi lo ricordiamo con Babbo Natale, i regali, un albero con fili elettrici sopra… addirittura si arriva a ricrearne in piccolo l’avvenimento ogni anno ‘sto presepe manco fosse il plastico di Cogne da Vespa!

A Natale bisogna essere tutti più buoni. …perchè? chi lo ha mai detto? datemi le ragioni di un tale moralismo!

Se mi date delle ragioni io accetto.

…inoltre…

Visto che il sottoscritto è certo che 2010 anni fa Dio ha deciso carnalmente di unirsi “alla” storia e “nella” storia, più ne faccio memoria e più il sottoscritto schifa tutti coloro che gli ricordano che è Natale e che bisogna essere moralmente buoni e sentimentalmente positivi e carini.

La mia risposta a questi bigotti, moralisti, superficiali (bigotti nella ideologizzazione del giudizio, moralisti nell’attuare mediante l’uso del proprio comportamento il criterio di giudizio, superficiali nel vivere il fatto cristiano come qualcosa di già saputo) è la seguente: a morte i buoni sentimenti!

P.S.: tra l’altro il fatto del quale son certo che sia accaduto è avvenuto qui.

Stima nel sogno


Vivere la vita vedendo gli altri come su di una scala. Con relativi piani. Io sono il metro di giudizio, o il metro campione. Stimo quelli che sono sopra di me. Quelli che sono più bravi in un determinato campo. Quelli che sono inferiori non li considerto o penso che siano oggetti da utilizzare.

A quest’ultimi parlo di cose che vogliono farsi sentir dire. Insomma sfrutto a mio vantaggio i loro sogni. Interessante notare che mentre stavo per scrivere, mi era venuta in mente la parola desiderio: ma il cure dell’uomo desidera l’infinito e non certo un sogno.

E quand’è che mi accorgerò che il mio cuore desidera l’infinito e non un sogno?

Lettera ad Agostino


Caro Agostino,

nel vedere la fiction a te dedicata ho tremato. Ho sentito un brivido caldo, che fluiva da me al mio corpo. Tremando ho visto il racconto, talvolta romanzato, della della tua vita. Un percorrere la strada del Signore nostro Dio implicitamente all’inizio, esplicitamente in seguito, ne tempo, come un fiore che apre i suoi petali all’accorgersi dei raggi del sole.

Tu? proprio tu? tu dicesti che “t’ardi t’ho amato“: caro Agostino sapessi quanto io sia indietro e assai tardamente ho incominciato ad amare l’Amore!

Caro Agostino, dietro l’anonimato ti chiedo di pregare per me peccatore e dimentico, facilone e superficiale, desideroso di poter u giorno abbeverarmi della fonte Infinita che tu ti abbeveri.

Ti voglio bene Agostino.

Tuo devoto,

Cori da “La Rocca”

Imparare a pedalare


Ogni bambino vedendo una bicicletta ha il desiderio di addomesticare quello strano cavallo. Vede gli altri che lo hanno già fatto è difficile rimanere in equilibrio: “…no è impossibile non ce la farò mai…!”. Poi per quell’ignoto effetto giroscopico sull’asse delle ruote in movimento, del momento angolare controbilanciante l’accelerazione gravitazionale terrestre sul proprio corpo, il bambino pedalando, muovendosi in avanti riesce a rimanere in equilibrio su se stesso.

Ma il bambino non conosce le leggi della fisica: per apprendere come poter stare in equilibrio si affida alla voce del padre che gli dice: “pedala! pedala! pedala sempre più velocemente! e vedrai che non cascherai!”

Quant’è commovente rassicurante avere qualcuno cui affidarsi quando vi è a tentazione di abbandonarsi al vuoto.

Quant’è importante potersi affidare ad uno che ti vuol bene.

Quant’è bello poter avere una persona da chiamare Padre.

Imparare a pedalare dal Padre