La Sindone riprodotta da Luigi Garlaschelli


Della Sindone si può dire tutto e il contrario di tutto. Ma di alcune cose no, perché sono oramai assodate.
Io ne evidenzio 2:

  1. non vi è traccia di vernice di alcun tipo
  2. non è stata fatta in un forno elettrico

Mentre Luigi Garlaschelli, docente di Chimica Organica all’Università di Pavia, afferma che è riuscito

a riprodurre quel telo con quelle caratteristiche inspiegabili e irriproducibili

mediante

  1. un forno elettrico a 145 °C per alcune ore
  2. lavato via il pigmento ocra spalmato sopra il telo
  3. dei colori a tempera, per simulare le macchie di sangue

Dopo questo esperimento, “costato qualche migliaia di euro” e finanziato dal CICAP e dall’ UARR, chi è che crede all’autenticità della Sindone di Garlaschelli come oggetto per confutare la Sindone di Torino?

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Vedere senza osservare


Guarda quello che fai.

La nostra libertà: nella misura in cui noi lo facciamo entrare nella nostra vita, nella misura in cui noi gli permettiamo di ferirci, di percuoterci, di farci vibrare, di lasciarlo vivere (Lui in me) l’esperienza che ho di me si modifica.

Che utilità può esserci in una giornata incominciata prima delle 5:00 attraversare mezza Italia, vedere il Sacro lenzuolo di Torino, osservare decine di immagini sacre crocefissi, sculture, arazzi, se poi il nostro giudizio verte sulla bravura di colei che spiega la mostra e non sul rimando di quegli oggetti: Cristo Gesù?

Quante persone si saranno accorte che la Sindone era esposta nelle prossimità di un altare all’interno di un Chiesa? quante, oltre fotografare con flash i quali altro non facevano che alterare il delicato equilibrio chimico di oggetti antichissimi, avranno fatto anche il segno della croce entrando ed uscendo dalla Casa del Signore?

Gesù Cristo