I malvagi hanno bisogno di Dio


Per la prima volta in vita mia mi son sentito vicino ai cattivi, ai malvagi. Quelle maestre che picchiano gli innocenti. Quelle maestre sono io. Siamo noi noi che coscientemente commettiamo i più nefasti mali con il sorriso sulla bocca.

Io che pecco sapendo di peccare. Io che tento di smettere di peccare non riuscendoci. C’è bisogno del tuo amore. C’è bisogno di un Dio che dia giustizia, che ci liberi dal male che (io) noi possiamo commettere e che gli altri ci possono fare. Che gli altri ci possono dare e che noi accettiamo vilmente.

C’è bisogno di giustizia. C’è bisogno di Dio.

Anche per delle maestre malvagie.

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Ci vorrebbe orecchio


Una canzone violenta che inneggia all’odio può esser scambiata per un inno alla felicità?

Contessa di Pietrangeli:

Compagni, dai campi e dalle officine/ prendete la falce, portate il martello,/ scendete giù in piazza, picchiate con quello,/ scendete giù in piazza, affossate il sistema.

Basta non ascoltare ma esser chiusi, in se stessi e un canto d’odio e di morte è scambiabile per un canto di effimera tranquillità.

Eppur si che è chiaro.

Voi gente per bene che pace cercate,/ la pace per far quello che voi volete,/ ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,/ vogliamo vedervi finir sotto terra

Far notare ad un sordo che questa canzone inneggia all’odio e alla morte di coloro che non la pensano (ah! il pensiero, questo strano strumento a doppio taglio…! ma ne parlerò più in la…) come lui, far notare che questa canzone vuole la morte di persone e dunque anche delle idee (che senso hanno le idee se le persone muoiono!? muoiono anche le idee!!): impresa impossibile!

P.S. se volete ascolatare una canzone vera: Contessa di Ruggeri (scritte ai tempi dei “Decibel”).